non è solo grazie all’amore

Agosto 27, 2008
andare_stare

andare_stare

Non è solo grazie o per colpa dell’amore che accetto l’idea del tuo viaggio in Africa. Io, addirittura, ne condivido l’essenza. Ti capisco molto più di quanto tu possa immaginare. Anche io, addirittura, ho pensato di prenderne parte. Io, addirittura, in alcuni periodi della mia adolescenza, ho anche pensato di abbandonare tutto e trasferire lì non la mia vita, ma trasferire la mia vita agli altri.

Sai cos’è, è un discorso un po’ egoistico. Tutti ci sentiamo bene in un mondo dove possiamo essere, per forza di cose, migliori, privilegiati. Perchè se sei in Africa, non puoi che pensare che fino a quel preciso momento della tua vita tu sei stato un privilegiato. Ma poi, crescendo, ho creduto, a torto o ragione non so, che certe battaglie, anche con noi stessi, vadano combattute in casa.

Mi spiego. Sono certa che quando tornerai, o meglio, finchè sarai lì, sarai appagato, pieno, e di contro sentirai la tua vita precedente vuota, priva di quella forza originaria che avrai laggiù.

Poi?

Personalmente mi fa molto più paura il tuo ritorno che la partenza. La partenza sarà gonfia di pensieri, di aspettative, di immagini di un mondo che ti aspetti di poter trovare, il ritorno sarà pieno di azioni, gesti, sentimenti vissuti. Personalmente, è il vissuto che mi fa paura, e mi dà l’idea di non poter tornare indietro. Non è l’idea di Milano che mi fa paura, è l’andarci e avere voglia di rimanere.

La stanzialità.

Non è vero che siamo nomadi, possiamo esserlo solo per brevi momenti. La vita si può vivere solo stando, non andando. L’andare è da codardi.  E’ di chi non sa affrontare le cose. E le mie battaglie voglio viverle stando – forse! -


Sì, viaggiare

Agosto 27, 2008

Vorrei andare in bicicletta, fermarmi in qualche piazza, aprire un libro, leggerlo, prendere appunti. Fingere di non essere conosciuto.

Mi piacciono i posti dove non sono conosciuto.

Ecco perché voglio l’Africa. Ho paura che per te tutto questo sia incomprensibile, e lo accetti solo grazie al tuo amore, ma non riesci proprio a capirlo. I viaggi, le vacanze, sono piacevoli, ma sono delle parentesi in cui il nostro unico ruolo è consumare: denaro, beni, servizi, panorami. Io invece voglio conoscere. Ho bisogno di sentire. Ho bisogno di essere libero.

Il mondo mi sembra qualcosa di finito: ogni spazio è stato occupato, ogni luogo raggiunto. Non c’è angolo dove proteggersi dall’invasività dei tempi moderni. Junger aveva, comunque, sempre ragione: amicizia, amore, fede, morte. In qualche modo coltiveremo dentro di noi questi spazi di libertà.

La cosa che più mi piace di te, sono i caldi abbracci che tu sai dare.